“Una risposta europea sotto forma di aumento delle tariffe sulle importazioni statunitensi”, in risposta a un dazio del 25% da parte degli Usa sull’import di beni dall’eurozona, “ridurrebbe la crescita dell’area dell’euro di circa 0,8 punti percentuali” … “Il peso dell’impatto sulla crescita economica si concentrerebbe intorno al primo anno dopo l’aumento delle tariffe; poi diminuirebbe nel tempo, lasciando tuttavia un effetto negativo persistente sul livello di produzione”. Così Christine Lagarde, presidente della Bce, intervenuta all’audizione della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo. “In un simile scenario, le prospettive di inflazione diventerebbero significativamente più incerte. Nel breve termine, le misure di ritorsione dell’UE e un tasso di cambio dell’euro più debole, derivanti dalla minore domanda statunitense di prodotti europei, potrebbero aumentare l’inflazione di circa mezzo punto percentuale. L’effetto si attenuerebbe nel medio termine a causa della minore attività economica che smorza le pressioni inflazionistiche”, prosegue Lagarde.
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