Il 9,1% delle famiglie italiane – ovvero 2,4 milioni su 26, ovvero circa 5,6 milioni di persone – vive in “povertà energetica”. “Si tratta di un dato significativo ma non è una caratteristica solo italiana” perché “un fenomeno complesso, influenzato dal clima, dai redditi, dalle spese energetiche e dell’efficienza delle abitazioni”. Lo dice al Corriere della Sera Luciano Lavecchia, economista di Banca d’Italia che collabora con l’Osservatorio italiano sulla povertà energetica. “Povertà energetica e povertà relativa o assoluta sono fenomeni correlati, ma meno di quanto si potrebbe pensare. La differenza la fa in particolare il grado di efficienza energetica della propria abitazione”, spiega.
La questione, dice Lavecchia, “va affrontata sul breve e sul lungo periodo. Da una parte ci sono gli strumenti per affrontare le difficoltà contingenti, come i bonus sociali; dall’altra quelli per migliorare l’efficienza energetica degli immobili. Nel nostro Paese “qualche via da percorrere ci sarebbe: maggiori risorse per la riqualificazione del social housing; oppure strumenti mirati per la ristrutturazione delle case di proprietà per le famiglie meno abbienti. E una riflessione andrebbe fatta per quel 40% circa delle famiglie più povere che vivono in affitto e difficilmente hanno le risorse necessarie per intervenire”.
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