Con il Decreto Bollette, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 marzo scorso, vengono approvate e rinnovate misure contro il caro energia per tutte le imprese, comprese le società agricole.
“L’articolo 6 del decreto in commento punta a garantire che la tassazione della produzione di energia, realizzata dalle aziende agricole, avvenga sulla base dei valori del 2021, ovvero prima dell’impennata dei costi energetici. Senza questo intervento – sostiene Salvatore Baldino, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – le aziende agricole, a fronte di una tariffa onnicomprensiva che non tiene conto del vertiginoso aumento dei costi energetici, sarebbero state soggette a un prelievo con un’imposizione superiore di oltre 5 volte a quanto incassato”.
Perché le attività si considerino produttive di reddito agrario, la componente riconducibile alla valorizzazione dell’energia ceduta è data dal minor valore tra il prezzo medio di cessione dell’energia determinato dall’Arera, e il valore di 120 euro/MWh.
(Segue)
I prezzi del grano duro nazionale sono rimasti sostanzialmente stabili nelle prime settimane della nuova…
"Tutti sentiamo il peso di questi lunghi, lunghissimi anni, portiamo nel cuore le ferite di…
"Dieci anni fa un tremendo terremoto colpì il Cuore d’Italia. Il nostro ricordo va alle…
Il ghiacciaio del Miage, sul versante italiano del Monte Bianco, si è abbassato mediamente di…
La Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili interviene in merito alla recente…
Le immatricolazioni di auto elettriche a batteria in Italia sono aumentate dell'88,6% nei primi sette…