“Se lo Stretto di Hormuz dovesse restare chiuso, per l’Europa ci sono due rischi. Il primo è l’aumento dei prezzi del petrolio, del gas e della benzina. Il secondo riguarda la disponibilità dei prodotti raffinati. Alcune forniture potrebbero non arrivare più e potremmo trovarci di fronte a carenze di carburante per l’aviazione e diesel”. Così Fatih Birol, direttore esecutivo della International Energy Agency, l’agenzia internazionale dell’energia, in un’intervista a La Stampa. “Il problema è concreto. Se l’interruzione dovesse durare sei settimane o più, potremmo arrivare persino alla cancellazione di voli per mancanza di jet fuel”, sottolinea.
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