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Carburanti, Grimaldi (Ics): Scorte per navi ci sono ma dobbiamo ridurre sprechi

“Senza una palla di cristallo è impossibile prevedere l’esito della crisi, ma le priorità restano la sicurezza fisica dei nostri equipaggi e la riapertura della navigazione da Hormuz”. Così Emanuele Grimaldi, amministratore delegato del Gruppo Grimaldi e presidente della International Chamber of Shipping (Ics). In una intervista a La Stampa spiega: “Le tensioni e i tentativi di tregua non seguono un percorso lineare. Il livello del rischio appare in aumento e allontana le speranze di una risoluzione a breve termine. Le nostre flotte, senza certezze sulla sicurezza, non si muovono. Dopo quattro settimane di sosta forzata i viveri scarseggiano e abbiamo autorizzato le navi a fare scorta di beni primari e carburante per tutelare i lavoratori. Questo clima di cautela coinvolge l’intera flotta mondiale”. E ancora: “In qualità di presidente dell’associazione armatoriale, monitoro uno scacchiere che vede oltre millecento navi bloccate nel bacino, di cui alcune battenti bandiera italiana. La preoccupazione primaria è per gli equipaggi. Si registrano rari transiti, limitati a Paesi vicini all’orbita iraniana, mentre il passaggio è vietato alle imbarcazioni con legami statunitensi o israeliani. Il quadro è di gravità inedita, peggiorato dalla mancanza di chiarezza sulle catene decisionali dei nostri interlocutori”.
Grimaldi poi aggiunge sulla situazione carburanti: ” Occorre evitare gli allarmismi pur riconoscendo la criticità della situazione. Le riserve strategiche ci sono e le fonti alternative esistono, pensiamo ai nuovi flussi verso l’India. Bisognerà riallocare le rotte logistiche nel medio periodo. In Europa l’emergenza maggiore riguarda il diesel, decisivo per le navi e per il 10% del parco auto italiano, che è comunque una cifra piccola rispetto al passato. In questo settore le scorte segnano i minimi storici”. E ancora: “Serve un mutamento nelle abitudini di consumo. I razionamenti paventati possono essere scongiurati riducendo gli sprechi quotidiani. I grattacieli illuminati di notte senza motivo e gli abusi di materiali non riciclabili non sono più sostenibili. La diplomazia deve fare il suo corso, ma la parsimonia economica e il rispetto per le risorse diventano i cardini per affrontare la chiusura delle rotte e l’incertezza geopolitica odierna”.

redazione

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