“In altri casi, come sulla Groenlandia, si è fermato, ha fatto anche marcia indietro. Stavolta non può: è andato troppo avanti con la guerra e le stesse espressioni sempre più estreme che sta usando — minaccia il finimondo sperando che il regime degli ayatollah finalmente ceda — gli rendono impossibile arretrare. Perderebbe la faccia. E non può più nemmeno attendere: l’economia peggiora rapidamente anche in America, deve chiudere il conflitto in fretta”. Così il politologo Charles Kupchan, docente della Georgetown University ed ex consigliere della Casa Bianca di Barack Obama, in una intervista a Il Corriere della Sera. “Quando stamattina ho sentito che minacciava la distruzione di un’intera civiltà ho pensato anch’io, per un attimo, all’atomica – prosegue -. Ma non siamo a questo, siamo molto lontani. Farà altro, magari altrettanto devastante, ma con armi convenzionali. Quanto alla destituzione credo sia niente più che un pio desiderio: il gabinetto dei suoi ministri si è sempre mostrato totalmente leale nei suoi confronti, in ogni riunione tutti lo lodano: come fanno a dichiararlo incapace se fino a ieri hanno condiviso le sue scelte? Semmai qualcosa potrebbe succedere dopo le elezioni di midterm se Trump perderà Camera e Senato. Potranno lanciare un altro impeachment. Comunque senza condanna per la quale serve il voto di due terzi dei senatori, 67 su 100. Mi pare impensabile”.
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