L’industria ceramica nazionale alza il tiro. Come riprota Il Sole 24 Ore, si allea con l’omologo distretto spagnolo di Castellon de la Plana (Generalitat di Valencia). Poi unisce nella battaglia le istituzioni delle due regioni, la Comunità autonoma valenciana e la Regione Emilia-Romagna, schierati con i produttori del distretto di Sassuolo, nel Modenese, e del polo spagnolo. Intesa strategica per premere sulla Commissione europea. Obiettivo: il ripensamento delle politiche Ets con l’immediata sospensione del sistema, il congelamento delle attuali assegnazioni gratuite, la realizzazione di un Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism) in grado di proteggere tanto il mercato interno quanto le esportazioni extra Ue. Si legge ancora sul quotidiano di Confindustria, che è l’esito di un vertice tra Confindustria Ceramica, la corrispondente associazione spagnola (Ascer), il vice presidente regionale Vincenzo Colla, il vice ministro valenciano all’industria e internazionalizzazione, Felipe Javier Carrasco Torres. “L’industria ceramica è un settore ad alta intensità energetica che ha molto investito nella transizione ecologica, riducendo le emissioni e innovando i processi – dice Colla -. Abbiamo aziende tra le più evolute al mondo, con impianti moderni, digitalizzati, altamente efficienti e sostenibili. Penalizzarle attraverso il meccanismo Ets, significa far perdere competitività a chi ha fatto per primo e con responsabilità la propria parte, e allo stesso tempo favorire produttori extra-Ue in cui i vincoli ambientali, così come quelli sociali, sono di gran lunga inferiori”.
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