“La foto di Xi con Putin e Modi ostenta sicurezza di sé. Porta ad interrogarsi se davvero ne possa scaturire un nuovo approdo per il mondo, se la loro intesa sia effettiva, se Stati Uniti ed Europa abbiano un ruolo”. Lo scrive in un suo intervento su il Corriere della Sera l’ex presidente di Ispi e attuale presidente di Mundys Giampiero Massolo. “Un riassetto complessivo, dunque? Tianjin non sfida alcun ordine costituito: il mondo ne è privo da tempo, senza più alcuna potenza che voglia o possa dettare i temi dell’agenda globale – si legge ancora -. Una situazione che prescinde da ogni logica di schieramento, che dà spazio al diritto dei più forti. La maggior parte degli Stati preferirebbe non essere costretta a scegliere tra Washington e Pechino. Messa alle strette, oscilla tra la necessità di non inimicarsi Trump e la ricerca di alternative per i propri bisogni di sicurezza e prosperità. A profilarsi, più che un nuovo ordine anti occidentale sembra esserci per ora una disordinata ricerca dei più di evitare guai peggiori”. Massolo conclude così: ” Ignorare Tianjin e lo show in armi sarebbe comunque rischioso. Per gli Stati Uniti, perché Xi rafforza la deterrenza in Asia e perché nessuna egemonia può basarsi solo sul perseguimento della convenienza individuale. Per l’Europa, perché l’impegno a difendere l’Occidente contro Mosca non può precluderci la ricerca di alternative economico-commerciali nel Sud globale. Insomma, non ingigantire, ma neppure sottovalutare”.
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