“Per avere dei riscontri scientifici servirebbero più anni. Ma la serie temporale decennale offre già numerose indicazioni sulle variazioni in corso negli ultimi anni”. Lo dice Alessandro Conigliaro di 3bmeteo. In una intervista a Il Sole 24 Ore sulle ondate di calore spiega: “L’arrivo di masse d’aria subtropicali molto afose ha accentuato questi fenomeni al Nord, dove il basso tasso di ventilazione aumenta la temperatura percepita e riduce il comfort climatico delle persone”. L’anno scorso nelle città del Nord ci sono stati in media 19 giorni consecutivi oltre i 30 gradi in più rispetto al 2010, per un totale di 47,4 giorni di caldo consecutivo: in pratica 15,8 ondate rispetto alle 9,4 del 2010. Quanto alle piogge, Conigliaro aggiunge: “Al Nord la persistenza di periodi di alta pressione in inverno determina una minore circolazione giornaliera della massa d’aria di fatto intrappolando gli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera, con conseguenze negative sulla qualità dell’aria. Inoltre, l’incremento delle temperature durante l’inverno determina maggiori quantitativi di precipitazione quando il tempo è instabile, a causa della maggior disponibilità di vapore acqueo che una massa d’aria può contenere”.
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