La “violazione” degli obblighi climatici da parte di uno Stato costituisce “un fatto internazionalmente illecito che ne comporta la responsabilità”, suscettibile di dare luogo a risarcimenti ai paesi colpiti, a determinate condizioni e caso per caso, ha concluso all’unanimità la più alta giurisdizione delle Nazioni Unite in un parere consultivo. “Le conseguenze giuridiche derivanti dalla commissione di un fatto internazionalmente illecito possono includere […] il risarcimento integrale del danno subito dagli Stati lesi sotto forma di restituzione, compensazione e soddisfazione”, ha dichiarato il presidente della Corte internazionale di giustizia, Yuji Iwasawa, al termine di due ore di lettura del parere all’Aia. La Corte aggiunge che deve essere stabilito un nesso di causalità diretto e certo “tra il fatto illecito e il danno”, certamente difficile da dimostrare dinanzi a un tribunale, ma “non impossibile”, concludono i 15 giudici della CIJ.
(AFP)
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