“Le circostanze geopolitiche sono complesse. Il mondo è in guerra, e ci sono grosse differenze su quello che vogliamo ottenere singolarmente. La gran parte delle nazioni mondiali sono convinte sia necessario andare avanti, che occorra fare di più. Ciò detto, anche all’ultima conferenza di Dubai eravamo pessimisti, poi l’azione diplomatica riuscì a fare meglio di quel che all’inizio pensavamo si potesse ottenere”. Così Wopke Bastiaan Hoekstra, classe 1975, responsabile olandese del Clima della Commissione europea, parlando della prossima Cop. In una intervista a La Stampa dice ancora su Cina e India: “Ho incontrato una delegazione cinese nei giorni scorsi, certo la consapevolezza sta crescendo anche fra di loro, ma non basta. Per avere risultati tangibili occorre l’impegno di tutti i Paesi del G20, che sommano l’85 per cento del pil mondiale”. Poi sulla battaglia contro il surriscaldamento: “La buona notizia è che i risultati ci sono, la cattiva è che i danni sono già significativi. La frequenza dei fenomeni ha ormai dell’incredibile. Basti qui citarle il dato relativo a un Paese europeo: nell’ultimo anno le alluvioni sono costate alla sola Slovenia danni pari al 16 per cento della ricchezza prodotta. Occorre fare molto di più per la mitigazione di questi fenomeni, ma dobbiamo purtroppo lavorare sull’adattamento”.
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