Gli effetti dei cambiamenti climatici rientrano tra i cinque problemi ambientali che preoccupano di più le persone con almeno 14 anni, come riferito dal 70,8% degli intervistati nel 2023 (quota stabile rispetto al 2022). Il livello massimo di preoccupazione è nel Nord-ovest (72,7%), minimo al Sud (67,8%). Lo rende noto l’Istat in occasione della Giornata mondiale dell’acqua.
Nel 2023, quasi quattro persone di 14 anni e più su 10 si dichiarano preoccupate per l’inquinamento delle acque (38%), valore che sale al 40,9% al Nord mentre nel Centro e nel Sud si attesta, rispettivamente, al 37,8% e al 34,7%. Una maggiore sensibilità sul tema viene espressa dai giovani tra i 14 e i 24 anni (39,3%) rispetto a un 33,1% dichiarato da parte degli over 75enni.
Il dissesto idrogeologico (frane e alluvioni) preoccupa il 26,5% delle persone di 14 anni e più, dato in crescita di 4,2 punti percentuali rispetto al 2022; la percentuale più elevata si osserva tra i 60 e i 64 anni (31,4%). Tra le regioni del Centro-nord si rileva un aumento di quasi 11 punti percentuali nelle Marche, di circa sei in Umbria, Emilia-Romagna e Toscana. Nel Mezzogiorno si registra un aumento di quasi otto punti percentuali in Basilicata, sette in Puglia e sei in Calabria.
Nel 2023 quasi il 70% delle persone di almeno 14 anni dichiara di prestare attenzione a non sprecare acqua, a conferma della crescente consapevolezza della necessità di una corretta gestione delle risorse naturali. Permangono però differenze regionali significative, con quote che assumono il valore minimo in Calabria (65%) e massimo in Liguria (77,4%).
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