“Prevediamo che entro il 2035 le emissioni statunitensi diminuiranno del 26-35% rispetto ai livelli del 2005. Nello scenario con le emissioni più elevate, ciò riflette un tasso di progresso della decarbonizzazione ancora più lento nel prossimo decennio rispetto a quello registrato negli ultimi 15 anni”. Lo segnala l’ultimo studio del Rhodium Group, sottolineando che le proiezioni di quest’anno “rappresentano un sostanziale rallentamento nella riduzione delle emissioni rispetto alle nostre previsioni per il 2024, che prevedevano un calo del 38-56% entro il 2035”. Questo rallentamento, si spiega, “è dovuto in gran parte alle modifiche ai crediti d’imposta per l’energia apportate dal 119esimo Congresso nel disegno di legge di riconciliazione del bilancio 2025 e all’abrogazione delle normative sul clima da parte dell’amministrazione Trump”. Tuttavia, a parte alcuni modesti contributi all’aumento della produzione di carbone derivanti dagli ordini del Dipartimento dell’Energia di mantenere in funzione alcuni impianti, “non stiamo ancora osservando gli effetti diretti di questi cambiamenti politici sulle emissioni statunitensi”. Ma “la situazione potrebbe cambiare nel prossimo anno o due, in particolare se la domanda di elettricità dei data center continuerà a crescere e la rete risponderà con una maggiore produzione da generatori fossili esistenti anziché da nuove risorse pulite”. Anche la crescita dei veicoli elettrici, che ha in parte contribuito a contenere le emissioni del settore dei trasporti, potrebbe subire una battuta d’arresto in assenza di crediti d’imposta federali e politiche di regolamentazione.
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