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Clima, Tedici (ILMeteo.it): Caldo tropicale? Tutta colpa del mare

L’Italia sembra sempe più un Paese tropicale, con temperature che non si erano mai registrate prima. La colpa? “L’aumento della temperatura del mare», spiega Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it. “In estate la temperatura superficiale dell’acqua si avvicina, e talora supera, i 30 gradi. Fino a non molti anni fa il mare svolgeva un’opera di mitigazione delle temperature, ora ne è divenuto un amplificatore”, dice al Corriere della Sera in capo alla seconda edizione del rapporto su come è cambiato il clima negli ultimi 50 anni in Italia, realizzato appunto da iLMeteo.it per il Corriere della Sera. Tra le conseguenze c’è l’aumento esponenziale delle notti tropicali, notti spesso accompagnate da un alto valore di umidità che genera la sensazione di afa e di disagio. Si nota ancora che, a parte Roma, la più bersagliata dal cambiamento climatico, anche le altre grandi città italiane sono state seriamente interessate dal clima sconvolto. Venezia è al 13esimo posto tra le città con il clima più stravolto, Torino è 20esima, Palermo un posto più sotto, Genova 31esima, Bari 33esima, Milano 35esima. Benino solo Bologna e Firenze, rispettivamente alla 67esima e 69esima posizione, e Napoli all’81esima.
Poi c’è l’intensità delle piogge: “La differenza più significativa è costituita dall’intensità delle piogge, concentrate in pochi giorni, se non in poche ore, quindi molto più devastanti e causa principale delle alluvioni lampo in zone circoscritte e poco prevedibili. Specie nelle regioni del Nord per il calore intrappolato nella Pianura Padana, zone dove si scatenano nubifragi e grandinate originate dalle cosiddette supercelle temporalesche”, spiega Tedici. “Il dato dell’intensità della pioggia è una delle novità che abbiamo inserito nel rapporto di quest’anno. Anche l’intensità delle piogge è un tema legato al riscaldamento globale tramite l’aumento dell’evaporazione dai mari. Riscaldamento globale determinato dalle emissioni di gas serra dovute alle attività umane”, conclude.

redazione

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