Le susine italiane, Prunus domestica e Prunus salicina, tornano in Brasile. Il ministero per l’Agricoltura ha comunicato la ripartenza dell’export verso il Paese sudamericano dal 21 febbraio scorso interrompendo, così, il blocco imposto da Brasilia nel 2013 per paura della diffusione della Lobesia botrana. Uno stop di natura preventiva più che legato ad una reale diffusione della malattia proveniente dalla pianta della vite. Il problema riguardava la non coincidenza della produzione italiana con i parametri stabiliti dalla normativa brasiliana sulle importazioni.
“La riapertura del mercato brasiliano è davvero una buona notizia – commenta Michele Ponso, presidente della Federazione di Prodotto Nazionale Frutticoltura di Confagricoltura –. Il Paese rappresentava una quota importante dell’esportazione italiana di susine in Sud America, e adesso tornerà a rappresentarla”.
L’anno scorso l’Italia ha prodotto 1.720.448 quintali di susine segnando una crescita rispetto al 2023 (1.653.141 quintali). Sono calate (-6%), invece, le superfici che sono passate, dai 12.694 ettari di due anni fa, a 11.919 dell’anno scorso. La principale regione di produzione è l’Emilia Romagna, che pesa per circa 1/3. Altre regioni rilevanti in termini produttivi sono Piemonte, Campania, Lazio e Basilicata.
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