La crescita del commercio mondiale è destinata a rallentare nel 2026, con il conflitto in Medio Oriente che potrebbe ridurre ulteriormente l’espansione degli scambi. La Wto stima una crescita dell’1,9% del commercio mondiale di merci in volume nello scenario di base, ma in caso di un impatto più forte della crisi mediorientale l’aumento potrebbe fermarsi all’1,4%. Secondo le proiezioni contenute nel rapporto annuale 2026 dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), anche il commercio di servizi è destinato a rallentare. La crescita prevista in volume è del 4,8%, ma potrebbe scendere al 4,1% a causa del conflitto in Medio Oriente. Le stime restano comunque caratterizzate da un’elevata incertezza, legata soprattutto all’evoluzione della guerra e alla durata della fase di forte investimento nelle tecnologie legate all’intelligenza artificiale.
A sostenere gli scambi oltre le stime di base potrebbe essere proprio la domanda collegata all’IA. La Wto sottolinea però che non è ancora possibile stabilire quanto a lungo proseguirà l’attuale ciclo di investimenti e quale sarà quindi il suo contributo alla crescita del commercio internazionale. La crisi mediorientale rappresenta invece il principale fattore di rischio per le prospettive. Le tensioni possono incidere direttamente sui flussi commerciali, sui costi di trasporto e sulle forniture energetiche, in particolare attraverso le rotte strategiche del Medio Oriente. Nella recente crisi dello Stretto di Hormuz, ricorda la Wto, “i governi hanno privilegiato misure di facilitazione degli scambi rispetto a nuove restrizioni, agevolando il commercio di petrolio e gas”. Secondo l’organizzazione, la capacità dei governi e degli operatori economici di mantenere aperti i flussi commerciali sarà quindi “determinante per limitare l’impatto delle crisi” geopolitiche sulla crescita mondiale.
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