Un approccio coordinato per il ritiro dalla Carta dell’energia, l’accordo internazionale che propone un quadro per la cooperazione nell’industria dell’energia e di cui l’Italia non fa parte. Il trattato è rimasto sostanzialmente invariato dagli anni ‘90 e la protezione degli investimenti nei combustibili fossili ha suscitato preoccupazione in vari Paesi Ue (Polonia, Spagna, Paesi Bassi, Francia, Slovenia, Lussemburgo e Germania), che hanno quindi già annunciato l’intenzione di ritirarsi dal trattato in maniera unilaterale. Per questo la Commissione propone che l’Ue, i suoi Stati membri e l’Euratom si ritirino dal trattato non aggiornato sulla Carta dell’energia in modo “coordinato e ordinato, per garantire la parità di trattamento degli investitori in tutta l’Ue e oltre”. La proposta sarà sottoposta al Consiglio Ue, dove è necessaria la maggioranza qualificata per il via libera. La prima occasione di confronto sarà la riunione informale tra i ministri dell’Energia a Valladolid, in Spagna (11-12 luglio).
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