Nonostante il clima globale, i fondamentali dell’economia italiana sono buoni, almeno nel breve periodo. I redditi reali sono crescenti , anche grazie ai rinnovi contrattuali che ancora non hanno dispiegato del tutto i loro effetti: rispetto al 2023, +1,3% il reddito disponibile nel 2024, consumi +0,4%. Il mercato del lavoro è ai massimi: a marzo-aprile 2025, gli occupati hanno toccato la cifra record di 24,2 milioni, oltre 2,1 milioni in più rispetto a gennaio 2021. Quasi 1,9 milioni (90% del totale) è la crescita nello stesso periodo dei dipendenti permanenti. Disoccupazione al minimo scesa da 2,5 milioni a 1,5 milioni. L’inflazione è sotto controllo, in assenza di shock avversi: a maggio 0% congiunturale, 1,7% tendenziale. C’è un contributo positivo del ‘Sense of Italy’, ovvero la fascia alta del ‘Made in’, turismo, servizi di mercato: valore aggiunto e saldo della bilancia dei pagamenti crescono molto a ciclo mondiale alto, scendono poco a ciclo mondiale basso. E’ quanto emerge dall’analisi a cura dell’Ufficio studi di Confcommercio, diffusa in occasione dell’Assemblea generale in corso a Roma.
A questi elementi va poi aggiunta la politica accomodante della Bce, che ha riportato il tasso di riferimento ai livelli di fine 2022. In questo scenario, le previsioni dell’Ufficio Studi indicano una crescita del PIL pari a +0,8% nel 2025 e +0,9% nel 2026, in assenza di nuovi shock su dazi o energia.
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