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Confindustria: In Italia sempre meno giovani, è emergenza economica

Il calo demografico italiano non è un fenomeno del futuro, ma un’erosione già in corso che colpisce le basi della crescita: un mercato interno più piccolo e una minore spinta verso l’innovazione. La sfida è immane perché, come evidenziato dal Rapporto di previsione di Confindustria, negli ultimi vent’anni la quota di giovani tra i 15 e i 34 anni è passata da 14 milioni a poco più di 12 milioni, segnando una perdita del 14,3%. Di contro, la popolazione over 65 è aumentata del 25%, passando dal 19% al 24% del totale. Questa contrazione della forza lavoro si traduce in una “trappola demografica” dove la mancanza di giovani toglie al Paese quella linfa fatta di competenze digitali e creatività necessaria per competere. Le aziende faticano a trovare figure giovani e la carenza di nuovi talenti sta già frenando i percorsi di digitalizzazione. E’ quanto emerge dal Rapporto di previsione presentato oggi da Confindustria su ‘Guerre, dazi, incertezza, a rischio la crescita’. Ed ecco il paradosso italiano: nonostante l’offerta di lavoro scarseggi, il tasso di occupazione giovanile resta tra i più bassi d’Europa, fermo al 44,1% contro una media UE del 50,2%. Un altro tasto dolente è rappresentato dai NEET, i ragazzi che non studiano né lavorano: nel 2023 l’Italia ha registrato una quota del 16,1%, un dato che, seppur in calo, rimane tra i più elevati dell’Unione Europea. Si tratta di una perdita enorme di capitale umano causata dal mismatch tra competenze richieste e offerta scolastica, bassi salari d’ingresso e scarse opportunità di carriera. Le proiezioni ISTAT indicano che l’incidenza dei giovani scenderà ulteriormente al 18,6% nel 2070, portando l’Italia ad avere oltre 3 milioni di giovani in meno rispetto a oggi. Già entro il 2040 si prevede una perdita di circa 5 milioni di persone in età lavorativa. Questa emergenza nazionale richiede di passare da un modello basato sul risparmio a uno che investa nel capitale umano e nel welfare attivo, poiché la capacità di valorizzare i giovani deciderà le sorti dell’economia italiana del prossimo decennio.



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redazione

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