Le nuove elaborazioni basate sui microdati delle famiglie europee e sull’impronta di consumo del Joint Research Center della Commissione Ue evidenziano “forti squilibri” nell’impatto ambientale legato ai livelli di reddito. Uno studio rileva che il 20% più ricco delle famiglie dell’Unione rappresenta oltre un quarto dell’impronta di consumo totale, una quota superiore a quella che si avrebbe in caso di distribuzione uniforme, mentre il 20% più povero si ferma sotto il 15%. Le differenze risultano particolarmente evidenti nella mobilità, dove le famiglie più benestanti generano un impatto ambientale circa tre volte superiore rispetto a quelle con redditi più bassi. Tuttavia, anche i nuclei meno abbienti superano i limiti di sostenibilità ambientale, pur con margini più contenuti e legati soprattutto alla minore disponibilità di alternative più efficienti.
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