“Un fallimento. Un’altra Cop dove vincono le multinazionali e perde la politica che non vede oltre il proprio tornaconto. Un peccato!”. Lo sc rive Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, in un suo intervento su La Stampa. Petrini scrive ancora: “Non fosse che è ormai tardi e si dovevano prendere decisioni importanti se si voleva ipotizzare un futuro. ‘Un punto di svolta critico per un’azione genuinamente trasformativa’, queste sono le parole che re Carlo d’Inghilterra auspicava come risultato della Cop di Dubai. Mi soffermo sull’uso di genuinamente per dire come le dichiarazioni dovrebbero essere in linea con le intenzioni, che a loro volta dovrebbero trovare coerenza nelle azioni”. Sottolinea Petrini che “c’è urgenza di un profondo e radicale cambio di paradigma che abbandoni la rincorsa al capitale e al profitto e miri a un benessere autentico e diffuso per tutte le persone del pianeta. Eppure i decisori alla Cop, ancora una volta, hanno preferito la comoda dialettica provinciale, magari celandola dietro a parole tecniche difficili da decifrare, o dichiarazioni di impegno altisonanti, ma tant’è”.
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