La crescente frammentazione geoeconomica e l’attuazione di politiche ‘nazionalistiche’ dal punto di vista economico rischiano di costare tra i 600 miliardi e i 5700 miliardi di dollari all’economia mondiale, fino al 5% del PIL globale, “a causa della riduzione del commercio e dei flussi di capitali transfrontalieri, nonché della perdita di efficienze economiche”. A lanciare l’allarme è il Forum economico mondiale nel rapporto ‘Navigating Global Financial System Fragmentation’, secondo cui l’inflazione globale, in uno scenario di elevata frammentazione, potrebbe arrivare a oltre il 5%.
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