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Dazi, Breton: Con Usa negoziato politico, von der Leyen vada nello Studio Ovale

“Conosciamo la posizione di Trump sull’Europa e sappiamo che lui preferisce parlare con i capi di Stato e di governo piuttosto che con le istituzioni Ue. Ma proprio per questo bisogna fargli capire che sono le istituzioni europee, e in particolare la Commissione, che hanno il mandato per gestire la politica commerciale. La Commissione deve far valere il suo ruolo”. Così Thierry Breton, ex commissario europeo al Mercato Interno. In una intervista a La Stampa aggiunge sul lavoro che sta portando avanti il commissario al Commercio, Maros Sefcovic: “Il suo ruolo è legittimo per le questioni commerciali, le riunioni tecniche vanno benissimo. Ma qui c’è una questione politica e la Commissione deve essere rappresentata al suo più alto livello. La partita non si gioca su un fronte, ma su tre”. Breton spiega quali sono i tre fronti: “Il primo è quello dei cosiddetti dazi reciproci applicati a tutti i Paesi con un tasso base del 10%, un annuncio che Trump aveva fatto in campagna elettorale, quando aveva promesso anche di ridurre l’imposta sulle società. Quell’imposta vale 600 miliardi di dollari e lui la vorrebbe dimezzare, quindi gli servono circa 300 miliardi. Gli Stati Uniti importano beni per circa duemilasettecento miliardi e se ipotizziamo un dazio del 10%, si vede che lui potrebbe recuperare quei fondi da lì. Conosciamo Trump per la sua imprevedibilità, ma dietro quello che fa c’è sempre una base di razionalità”. E ancora: “Ovviamente si tratta di uno scenario non accettabile per l’Ue, ma proprio per questo la presidente della Commissione deve avviare una discussione con lui. Così come deve intervenire sul secondo fronte, quello industriale. Trump vuole usare la minaccia dei dazi per i cinque settori che considera strategici – siderurgia, automotive, semiconduttori, farmaceutica e costruzioni – per poi concedere una riduzione a chi farà investimenti negli Stati Uniti. Bisogna evitare che le industrie vadano a discutere separatamente e anche in questo caso è la Commissione che deve occuparsene, ma di certo non può farlo il commissario al Commercio. Che invece fa bene a occuparsi del terzo fronte, quello relativo allo squilibrio commerciale che Trump vuole correggere”.

redazione

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