Alessandro Chiesi, presidente dell’omonimo gruppo biofarmaceutico, a proposito dei dazi sotieje che “dobbiamo lavorare dappertutto, è la nostra missione: portare i farmaci dovunque ci siano pazienti che ne hanno bisogno. Non andiamo in un’area geografica e poi cambiamo strategia soltanto perché qualcuno ha preso decisioni politiche”. Nell’intervista a Il Corriere Econonmia spiega che, “l’America resta il primo mercato estero, anche se i dazi rischiano di far salire i prezzi per gli americani. Ma l’Europa deve fare qualcosa. Bisogna tutelare l‘innovazione”. E ancora: “L’innovazione però è pagata troppo poco e impiega troppo tempo per arrivare ai pazienti. Serve una soluzione. Avere regole diverse su prezzi e rimborsi è un ostacolo per la competitività”. Quanto all’Italia: “Con le aziende del settore, lavoriamo insieme con le istituzioni a un sistema sanitario sostenibile nel medio lungo periodo. Con il pay back non si va da nessuna parte. Ne va prevista la riduzione in Finanziaria”.
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