A regime, l’effetto sull’inflazione italiana potrebbe arrivare a +0,5%, con conseguente rialzo dei prezzi al consumo. “Non solo: un’eventuale crescita dell’inflazione nell’area euro – dice il Codacons – costringerebbe la Banca Centrale Europea a valutare un rialzo dei tassi di interesse, con effetti devastanti per chi ha acceso un mutuo a tasso variabile o deve ricorrere a nuovi finanziamenti”.
E i rischi non finiscono qui. L’impegno dell’Europa ad acquistare 750 miliardi di dollari di GNL, petrolio e prodotti energetici americani entro il 2028 “comporta il concreto pericolo di ulteriori aggravi di spesa rispetto a quelli, già clamorosi, registrati negli ultimi anni”.
“Unico sollievo – dice ancora il Codacons – arriva dalla decisione dell’Ue di non applicare controdazi sui prodotti Made in Usa, che eviterà rincari su beni importati per 25,9 miliardi di euro, come jeans, cosmetici, videogiochi, Suv americani e motociclette Harley Davidson.
“Altro che vittoria” – afferma il Codacons – “siamo di fronte a una sconfitta che rischia di colpire milioni di cittadini. Parlare di successo è un insulto alle famiglie italiane che vedranno gonfiarsi ulteriormente il carrello della spesa e i costi della vita quotidiana. È ora che chi rappresenta le imprese e le istituzioni apra gli occhi sulla realtà e prenda atto dell’impatto devastante che i nuovi dazi e gli accordi energetici avranno sull’economia reale”.
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