“L’accordo con Donald Trump? Io sono ottimista”. Così Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici. “Alla fine, agli Stati Uniti non conviene chiedere cose impossibili. In più, noi europei siamo deboli perché divisi, e quindi cederemo a richieste che non saranno esagerate”, aggiunge nel colloquio con La Stampa. Per Cottarelli il problema sono semmai le tariffe “asimmetriche, umilianti dal punto di vista del principio. Ma dazi del 10 per cento non credo facciano una grande differenza per le nostre imprese”. E se nel governo si è parlato di una sorta di scudo con i fondi del Pnrr, per il professore si tratta di ” una follia”. Perché “i dazi sono imposti da altri Paesi e fanno parte dei normali rischi d’impresa. D’altro canto, noi esportiamo in tanti altri Stati: i costi saranno riassorbiti. Sono contrario ai fondi pubblici per i ristori. Vorrebbe dire far pagare ai contribuenti italiani i consumi degli americani. Una follia”.
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