Sessanta miliardi di euro di investimenti in 5 anni, 60 nuovi modelli, riduzione dei costi pari a 6 miliardi all’anno fino al 2028, di cui 3 solo in Nord America. E, ancora, rafforzamento delle partnership e obiettivi economici in crescita a doppia cifra. Con gli occhi fissi al Nord America. Da Auburn Hills, nel Michigan, Stellantis ha lanciato il nuovo piano industriale ‘FaSTLAne 2030’, “concepito per creare le condizioni per una crescita redditizia e sostenibile”, dice il ceo Antonio Filosa, che sta per compiere il suo primo anno alla guida del gruppo. In sostanza, “abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno per realizzare le nostre ambizioni”.
Un piano sicuramente ambizioso, che risente della nuova leadership del gruppo, meritevole di una “ripartenza profonda e necessaria”, come ricorda il presidente John Elkann. E se i dati del primo trimestre hanno premiato il lavoro di Filosa, l’azienda guarda al 2030 con ancora più entusiasmo.
EUROPA. Nell’Europa allargata Stellantis punta a una crescita dei ricavi del 15% e un margine AOI del 3-5%, rifocalizzando il portafoglio di marchi. L’obiettivo, dice Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer for Enlarged Europe, è “una crescita sostenibile e redditizia”. Nei prossimi 5 anni “rafforzeremo la differenziazione dei marchi, espanderemo la copertura di mercato, promuoveremo la competitività dei costi e aumenteremo l’utilizzo della capacità produttiva”. La nuova e-car, che uscirà dall’impianto di Pomigliano a partire dal 2028 e che costerà circa 15mila euro rappresenterà “una pietra miliare fondamentale per rendere redditizia l’elettrificazione” e sarà “un potente strumento di conformità alle norme sulle emissioni di CO2”. In Europa, la capacità produttiva di Stellantis al 2030 dovrebbe essere ridotta di oltre 800 mila unità, attraverso la riconversione di alcuni impianti (come Poissy, in Francia) e facendo leva sulle partnership (come a Madrid e Saragozza, in Spagna, e a Rennes, in Francia), con l’obiettivo di preservare i livelli occupazionali nel settore manifatturiero. L’utilizzo degli impianti aumenterà quindi dal 60% all’80% nel 2030. “Si prevede di attuare questo piano senza alcuna chiusura di stabilimenti”, assicura il ceo.
NORD AMERICA. Ma è in Nord America che l’azienda spingerà di più, perché la regione, dice Filosa, “rappresenta la più grande opportunità per la nostra crescita e la nostra redditività”. “La nostra ambizione – ha spiegato – è aumentare i ricavi” in questa regione “del 25% entro il 2030. Per farlo, abbiamo due obiettivi essenziali”, cioè “espandere la copertura di mercato e migliorare i costi”. L’azienda punta a espandere la copertura del mercato del 50% con 11 nuovi modelli e 35% dei volumi in più, aumentare l’offerta con 7 nuovi prodotti sotto i 40.000 dollari e 2 sotto i 30.000. Inoltre, è previsto un risparmio annuale in termini di costi pari a 3 miliardi entro il 2028.
I MARCHI. Jeep, Ram, Peugeot e Fiat diventano marchi globali. “Grazie alla loro presenza multiregionale, questi marchi sono i candidati ideali per guidare il lancio dei nuovi asset globali. Il 70% degli investimenti del piano per marchi e prodotti sarà destinato a questi brand, nonché a Pro One, la business unit dei veicoli commerciali di Stellantis”, spiega il gruppo. Da qui al 2030, saranno lanciati 60 nuovi veicoli e ci saranno 50 aggiornamenti significativi, per tutti i marchi e le diverse alimentazioni, tra cui 29 veicoli elettrici a batteria, 15 veicoli elettrici ibridi plug-in o con autonomia estesa, 24 veicoli elettrici ibridi e 39 veicoli con motorizzazioni termiche o mild hybrid. Undici nuovi modelli saranno destinati al Nord America, 25 all’Europa allargata. Gli storici marchi DS e Lancia, importanti in Francia e in Italia, saranno gestiti rispettivamente da Citroen e Fiat sviluppati come marchi specializzati. Stellantis prevede di rafforzare Maserati, “marchio di puro lusso con una clientela speciale e un’eredità unica”, dice Filosa. Una roadmap dettagliata sarà condivisa a Modena nel dicembre 2026.
LA TECNOLOGIA. Il nuovo piano industriale prevede poi investimenti per oltre 24 miliardi di euro (il 40% di quelli totali) in piattaforme globali, propulsori e nuove tecnologie. Il gruppo sta inoltre stipulando nuove partnership o espandendo quelle esistenti, co-sviluppando e co-finanziando prodotti per accedere a nuovi mercati, “ampliando le soluzioni tecnologiche, aumentando l’utilizzo della capacità produttiva e migliorando la competitività di approvvigionamento”, spiega Stellantis. Tra queste ci sono, ad esempio, le partnership con Leapmotor, Dongfeng, Tata e Jaguar Land Rover.
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