“Non ci voleva questa incertezza sui dazi, proprio ora che li stavamo digerendo”. Così Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, federazione che riunisce le industrie del legno, del mobile, dell’illuminazione e dell’arredamento. In una intervista a Repubblica spiega che tutto questo si somma alla debolezza del dollaro, alla crescita del made in China, “all’Europa che rischia autogol continui con i suoi regolamenti”. Poi ancora sui dazi: “Attendevamo la sentenza, ma per come è fatta e per come ha reagito Trump ogni potenziale beneficio lascia spazio a una miriade di interrogativi. Abbiamo container pronti a sbarcare negli Usa e ad oggi c’è incertezza su come saranno trattati”. Per Feltrin “nell’incertezza si bloccano le trattative commerciali, si congelano i piani di sviluppo. Non può che rallentare tutto”. Il mercato Usa del resto pesa tanto: “La filiera ha fatturato oltre 52 miliardi, nel 2025, riuscendo a crescere. Gli Usa sono il nostro primo mercato di sbocco extra europeo: fino all’entrata in vigore dei dazi sono cresciuti, anche per una corsa alle scorte. Da luglio il trend si è invertito e il saldo ha girato in negativo del 2,5 per cento. Se si confermerà la tendenza, immaginare di perdere l’8-9% sul mercato americano nel 2026 è uno scenario plausibile. Sostituirlo non è facile”.
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