“Il rame, la farmaceutica, chissà quali altre sorprese nelle prossime ore. Bisogna realisticamente prenderne atto: ci attendono almeno altri tre anni di conflittualità permanente. Donald Trump terrà sempre il fucile puntato senza curarsi di violare qualsiasi accordo: l’importante è che l’Europa sia pronta alla reazione e faccia scattare in caso di necessità le contromisure immediatamente”. Lo dice Ignacio García Bercero, docente di scienze giuridiche all’University College di Londra, oggi consigliere del Bruegel Institute che segue le vicende commerciali. Ma era capo negoziatore dell’Unione europea nelle trattative con gli Usa per glia ccordi economici durante l’amministrazione Obama, e in tale posizione è rimasto nei primi tempi del Trump I. “È un personaggio totalmente inaffidabile – confida nell’intervista a Repubblica – e sbaglia anche i conti”. E ancora: “Prendiamo uno dei motivi dichiarati della guerra che ha armato, il ritorno in patria del manifatturiero. Trump punta sull’automotive, sulla meccanica strumentale, sulle infrastrutture: ma non si rende conto che tutti utilizzano ampiamente acciaio e alluminio, proprio i due settori al centro della più drammatica battaglia di dazi e controdazi: chi investirà in condizioni del genere?”.
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