“Circondato da yes men che, anziché frenarlo, hanno incoraggiato la scelta folle di dichiarare guerra contemporaneamente ad amici e nemici, alleati militari e partner commerciali, nonché all’opposizione politica interna, Donald Trump ha inferto danni gravi agli Stati Uniti e all’economia mondiale. Ma non fino al punto da cambiare in profondità gli equilibri geopolitici: il riavvicinamento tra Europa e Cina, se ci sarà, sarà limitato”. Così il politologo di Eurasia Ian Bremmer. In un colloquio con il Corriere della Sera aggiunge: “Nonostante Trump abbia fatto di tutto per alimentare la rabbia dei suoi alleati, rimane il fatto che in tutti i settori più avanzati e strategici — tecnologie informatiche, intelligenza artificiale, tutte le produzioni industriali per la difesa — gli Stati Uniti rimangono l’unico partner possibile per l’Europa e gli altri Paesi occidentali. Impensabili partnership, ad esempio in campo militare, con Pechino. Negli altri settori mi aspetto, invece, una spinta cinese, magari basata su una riduzione dei dazi, finalizzata a rafforzare i legami commerciali con la Ue. Ma l’Europa sa bene che Pechino ricorre spesso al dumping. E non è direttamente nel mirino di Trump, grazie anche alla moratoria di 90 giorni decisa dalla Casa Bianca”.
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