Il premio Nobel per l’Economia Michael Spence, docente all’Università di Stanford in California, non lascia spazio all’Europa dinnanzi alle azioni protezionistiche di Donald Trump. “L’Ue può rispondere in modo fermo e proporzionato alle tariffe che arriveranno nel Vecchio Continente il 2 aprile e può cercare di rinegoziare alcuni accordi commerciali con gli Usa”, dice. E rincara la dose sui dazi in vigore in Europa dal 2 aprile: “Ci saranno effetti negativi sia in America che in Europa. Molti settori e industrie soffriranno per il rialzo dei costi di beni e servizi, l’inflazione aumenterà e non è un bene”. Nel colloquio con la Stampa sottolinea che “la Cina ha adottato una posizione misurata nei confronti di Trump. Pechino non esclude la possibilità di firmare nuovi accordi commerciali con gli Usa o di ridurre i dazi. L’Europa potrebbe fare lo stesso e rinegoziare in cambio di dazi meno alti. Inoltre, l’Ue può cercare di ridurre le importazioni dagli Usa, diminuendo la dipendenza dai prodotti americani e aumentare la resilienza della propria economia”.
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