“Il perdurare della chiusura dello Stretto di Hormuz porterebbe alla distruzione di domanda per adeguare il fabbisogno di energia e di altri beni fondamentali alla più bassa offerta che si è determinata con lo scontro politico-militare”. Lo ha avvertito il Presidente del CNEL Renato Brunetta. “Distruzione, e non semplice calo”, ha precisato, “perché i mancati consumi e investimenti non saranno recuperati successivamente, in quanto la capacità di estrazione, raffinazione e soprattutto trasporto del petrolio e dei suoi derivati e del gas è limitata nel breve periodo”. Inoltre, ha aggiunto, “il potere d’acquisto dei consumatori è stato tagliato dall’aumento del costo dell’energia”, e ciò impedisce di accumulare “un tesoretto di maggiore risparmio da utilizzare quando la crisi sarà finita”, come avvenne dopo i lockdown.
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