“Seppure caratterizzato da rilevanti rischi al ribasso, le previsioni presentate nel Dfp, caratterizzate da un progressivo riassorbimenti dell’aumento eccezionale dei prezzi dei beni energetici, appaiono improntate a una ragionevole cautela”. E’ quanto rileva la Corte dei conti in audizione presso le commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato. “I rischi al ribasso – aggiunge – sono presentati nel Focus su ‘Un’analisi di rischio (o di sensibilità) sulle variabili esogene’. Il Focus quantifica come il prolungamento di condizioni avverse sui prezzi delle materie prime energetiche e una contrazione ulteriore del commercio internazionale, possano determinare conseguenze rilevanti nel 2027, raggiungendo una intensità tale da compensare le ipotesi di crescita contenute nel quadro macroeconomico presentato. In questa ottica è opportuna evidenziare che, come osservato durante la crisi ucraina, l’aumento sostenuto dei prezzi dei beni energetici potrebbe avere conseguenze anche sul deflatore del Pil riducendo di fatto il valore del Pil nominale”.
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