“La guerra in Ucraina sta cambiando la Nato”. Così in una intervista al Corriere della Sera il generale Aurelio Colagrande, vicecomandante Supremo Alleato per la trasformazione della Nato. “Quello che stiamo imparando dalle crisi internazionali è che l’innovazione nel campo della difesa a cui eravamo abituati, ovvero sviluppare sistemi d’arma che impiegavano anni prima di poter essere usati sul terreno dal momento in cui venivano concepiti, è qualcosa che non ci possiamo più permettere – spiega -. Dobbiamo velocizzare la capacità dell’Alleanza non soltanto di innovarsi e quindi di capire quali sono i trend e le evoluzioni sul campo, ma anche di trasformarli in sistemi d’arma che possono essere utilizzati. Anche perché stiamo vedendo in Ucraina che l’evoluzione non è più in termini di anni ma di mesi, se non addirittura a volte di settimane”. E ancora: “I droni sono il caso più evidente ma non l’unico, si parla anche delle modalità di comando e controllo e dell’implementazione dell’Intelligenza artificiale: tutte cose che stiamo imparando da quello che sta succedendo in Ucraina, che ci porta a dover essere più veloci nel trasformare le capacità operative dell’Alleanza. È qualche cosa che dobbiamo affinare, abbiamo già fatto molto, però non basta, dobbiamo coinvolgere in maniera più anticipata l’industria della difesa, in particolar modo europea”.
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