“A fronte del riconoscimento da parte dell’Europa dell’urgenza di rafforzare la propria sicurezza e di maggiori risorse per la difesa, persiste una certa frammentazione che va superata sviluppando programmi comuni europei, anche sfruttando il Safe (Security Action for Europe), che è il miglior strumento concepito finora perché offre un book comune di progetti finanziabili con risorse ingenti (150 miliardi) e spinge nella direzione giusta poggiando su collaborazioni esistenti ma da sviluppare”. Così Lorenzo Mariani, ad di Leonardo, in una intervista a Il Sole 24 Ore. “L’Europa dovrà saper trasformare le risorse in superiorità tecnologica, capacità produttiva, adattabilità e intelligenza di sistema. Oggi assistiamo a un incremento dei finanziamenti della difesa che, però, non è avvenuto in maniera stabile e omogeneo tra i vari Paesi: c’è chi sta sopra il 4% del Pil, chi si muove tra il 2 e il 5%, tutti hanno comunque alzato l’asticella. Nonostante la maggiore disponibilità di fondi e la maggiore urgenza, la spinta a fare programmi comuni, però, stenta ancora anche se il Safe dovrebbe accelerarla”, aggiunge. E ancora sul Michelangelo Dome: “Confermo il cronoprogramma dichiarato: nella parte finale dell’anno predisporremo una fase di test direttamente in territorio ucraino. Si tratterà in particolare della componente collegata alla difesa dagli attacchi di droni, un tassello fondamentale dello scudo ma non l’unico”.
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