“La visione di medio periodo è sicuramente quella di un’azienda a forte connotazione tecnologica, capace di offrire soluzioni avanzate sui mercati globali e di soddisfare i bisogni interni e poi quelli dell’export. E vogliamo farlo anche attraverso alleanze e joint venture che contribuiscano a costruire una vera industria europea della difesa”. Lo dice Lorenzo Mariani, amministratore delegato di Leonardo, in un’intervista a Il Corriere della Sera. Poi aggiunge sull’aumento della capacità produttiva: “È una necessità comune a tutti i segmenti di business della difesa. Per noi è una sfida importante. In una prima fase abbiamo sfruttato capacità produttiva inutilizzata e ottenuto efficienze immediate, soprattutto nei missili, nei radar e nei velivoli. In una seconda fase abbiamo avviato investimenti non ricorrenti per nuovi mezzi produttivi, che richiedono più tempo. In parallelo lavoriamo sulla supply chain, perché i veri colli di bottiglia sono spesso nella catena dei fornitori. Le joint venture con Rheinmetall nei mezzi militari o quella con i turchi di Baykar per i droni, ci permettono accelerazioni più rapide. Con il progetto Bromo aspiriamo a implementare al meglio il dominio aerospaziale”.
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