Per il riarmo europeo di riparla di Eurobond e Jean-Claude Trichet – ex governatore della Banca centrale europea – sostiene che “rappresentano un ulteriore passo avanti verso una federazione politica dell’Europa, che considero il nostro futuro a medio termine”. Poi nell’intervista a La Stampa spiega che “il Covid-19 ci ha portato ad avere gli Eurobond. I Paesi che sostengono i principi di una futura Europa politica federale sono aperti all’uso degli Eurobond, mentre quelli meno aperti a un’unione federale sono riluttanti. Poi c’è una divisione tra gli Stati i cui bilanci sono stati ben gestiti nel lungo periodo, che ritengono di dover condividere i problemi di quelli che sono stati gestiti male. Spero che, grazie a una buona gestione economica e di bilancio in tutti i Paesi, questa argomentazione contro gli Eurobond possa gradualmente scomparire”. Trichet tocca poi il tema dello scorporo delle spese per la difesa dal Patto di Stabilità: “Bisogna fare una distinzione tra le norme europee e il giudizio dei mercati. Evitare di includere ulteriori spese per la difesa nel Patto di Stabilità è un segnale politico molto forte dato dall’Europa. Ma questo non esime ciascun Paese dal gestirsi al meglio delle sue possibilità. I risparmiatori e gli investitori internazionali esamineranno i Paesi in base ai loro debiti, alla loro credibilità e alla loro reale capacità di rimborso. I prestatori internazionali continueranno a farsi le proprie idee. Una gestione quanto più oculata possibile resta essenziale per ogni Paese, anche solo per avere finanziamenti al tasso più basso possibile”.
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