“Le transizioni verdi e digitali aumenteranno in modo massiccio il nostro fabbisogno di materie prime”, ma l’Europa deve “evitare di cadere nella stessa dipendenza del petrolio e del gas, non dobbiamo sostituire le vecchie dipendenze con nuove”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento alla Princeton University a New York. Dal litio per le batterie al silicio per i chip, fino alle terre rare per produrre magneti per veicoli elettrici e turbine eoliche”, la domanda di materie prime “potrebbe raddoppiare entro il 2030”.
Se la buona notizia è che “la trasformazione verde sta procedendo”, quella meno buona è che “un solo Paese domina il mercato”, ovvero la Cina: “Delle 30 materie prime critiche, 10 provengono oggi per lo più dalla Cina” e Pechino “controlla l’industria di trasformazione globale” con la lavorazione di quasi il 90% delle terre rare e del 60% del litio. È per questo motivo che “dobbiamo costruire nuovi legami con le democrazie affidabili di tutto il mondo”, ha esortato la numero uno dell’esecutivo Ue.
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