La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, nel suo intervento alla Princeton University a New York ha ricordato che “all’inizio della guerra l’Europa era fortemente dipendente dai combustibili fossili russi” – ovvero gas, carbone e petrolio – e che “Putin ha usato questa dipendenza per ricattarci”. Il leader russo “ha pensato di poterci intimidire e dividere”, tagliando la fornitura di gas a metà dell’Europa e preferendo bruciare il gas “letteralmente bruciarlo” invece di consegnarlo. “È successo l’esatto contrario. Il ricatto ci ha uniti”.
Questa unione si è manifestata nel divieto di importazioni di carbone russo e l’eliminazione “graduale” del petrolio, ma non solo. “Le importazioni di gas tramite gasdotto dalla Russia rappresentavano il 40% delle nostre importazioni complessive di gas, oggi siamo scesi al 9%”, e Bruxelles non si sta solo allontanando dalla Russia “verso fornitori affidabili, democratici e fidati come gli Stati Uniti e la Norvegia”, ma sta anche riducendo “in modo sostanziale” il fabbisogno di gas importato e aumentando “la quantità che risparmiamo e immagazziniamo” per l’inverno.
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