Il governo, attraverso la formula di rito letta dal ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, ha posto la questione di fiducia sul decreto Energia2, che contiene gli aiuti a famiglie e imprese contro il caro bollette e gli effetti della crisi. Al momento sono iniziate le dichiarazioni di voto. Il Movimento 5 Stelle ha annunciato che non parteciperà, in protesta per alcune misure, come il termovalorizzatore di Roma. Al termine dello scrutinio saranno tracciate le somme politiche del momento e il premier, Mario Draghi, deciderà quali passi compiere, ma non è escluso che, nonostante il possibile via libera dell’aula di Palazzo Madama, non salga al Quirinale, per un confronto con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
"Noi abbiamo bisogno che non si pensi a una legge di bilancio di spezzatino o…
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