Meloni a Niscemi: domani in cdm 150 mln per messa in sicurezza e indennizzi

I 150 milioni del decreto maltempo destinati alla frana di Niscemi vengono licenziati nel consiglio di ministri di domani alle 17, suddivisi in due programmi: per la messa in sicurezza del paese e la ricostruzione delle infrastrutture necessarie e per gli indennizzi alle famiglie. Giorgia Meloni vola in Sicilia e partecipa a un vertice operativo con il prefetto di Caltanissetta Licia Donatella Messina, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano e il sindaco Massimiliano Valentino Conti.

La premier annuncia la messa a terra dei fondi dopo un confronto con il consiglio comunale e con il comitato dei cittadini, a pochi mesi di distanza dal decreto che prevedeva lo stanziamento delle risorse per le terre colpite dal ciclone Harry e che destinava già una parte dei fondi a Niscemi. “A febbraio scorso abbiamo presentato un decreto poi convertito in legge dal Parlamento ad aprile per stanziare questi 150 milioni che avevano l’obiettivo della messa in sicurezza del territorio, degli indennizzi, della demolizione delle case che sono inagibili”, ricorda Meloni, rivendicando una prontezza che, per la grave frana che danneggiò la parte meridionale dell’abitato nel 1997, non ci fu. All’epoca, sottolinea la presidente del Consiglio, “ci sono voluti sette anni per fare un piano di messa in sicurezza del territorio e gli indennizzi li stavamo dando ancora nel 2025“. Questa volta il decreto è stato portato in cdm in meno di quattro mesi con, insiste, “tutto quello che tecnicamente e concretamente serve per rispondere ai cittadini“. Un “grande passo in avanti”, scandisce la prima ministra, nella sua terza visita a Niscemi, dopo quelle del 28 gennaio e del 16 febbraio, successive alla frana del 25 gennaio.

C’è “l’impegno del Governo ulteriore a lavorare per il piano che è stato proposto dal capo dipartimento della Protezione Civile”, conferma Nello Musumeci, ricordando che, parallelamente all’azione del Governo, c’è quella della magistratura. “Evito di fare considerazioni, perché ho grande rispetto per il ruolo dei magistrati – osserva il ministro per la protezione civile -. Bisogna capire perché per 30 anni chi sapeva non ha agito. Questa è la grande domanda alla quale la magistratura dovrà dare una risposta”.

mariaelena.ribezzo

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