Nell’ambito del Circular Economy Act europeo, per stimolare maggiormente il giro d’affari bisognerebbe “controllare che i polimeri riciclati che arrivano dai paesi extra Ue rispettino il quadro normativo europeo”. Lo ha detto a GEA, Orazio Iacono, ad del gruppo Hera a margine di Ecomondo, che si è aperto oggi a Rimini.
“Oggi il settore delle plastiche, ad esempio, sta vivendo una crisi e su questa crisi importante pesano due cose: una è la concorrenza dei paesi, appunto, extra Ue. Il Pet che arriva dall’Asia, non rispetta le norme europee sulla tracciabilità e sulla qualità.
In secondo luogo, abbiamo una domanda di materie prime seconde di bassa qualità che è un po’ scesa, perché oggi l’industria chiede una materia prima seconda di qualità equivalente al polimero, nel caso delle plastiche, vergine”.
“Noi, in questo contesto – ha spiegato Iacono – abbiamo scelto di continuare a investire sulla qualità, ad esempio con un nuovo impianto di rigenerazione delle plastiche rigide per settori strategici come l’automotive, l’home personal care e l’elettronica. Siamo pionieri, ci stiamo muovendo per primi rispetto a questo settore”.
"Ferrari ha guadagnato tre posizioni nella classifica Best Global Brands 2026 di Interbrand, confermandosi il…
Il prezzo del gas europeo inverte bruscamente la rotta , con il contratto di riferimento…
Fonti presso l'aeroporto di Roma Fiumicino hanno confermato alla BBC che due voli Ryanair –…
Quattro aerei questa mattina, sono stati oggetto di minacce di natura esplosiva in diverse parti…
Il petrolio torna a scendere dopo il rimbalzo delle ultime ore, con il Brent a…
L'interruzione della cosiddetta catena del freddo, ossia il mantenimento costante delle temperature previste durante trasporto,…