“Un pannicello caldo. Servirebbero misure più solide, oltre a piani strutturali sulla politica energetica”. Lo dice Salvatore Carollo, esperto di materie prime, energia ed ex dirigente Eni, in un colloquio con Repubblica. Il decreto del governo con il taglio delle accise “alleggerisce il costo, ma è un intervento tampone. Ridurre le accise di qualche centesimo per qualche settimana non incide sulle cause profonde del rincaro. È un pannicello caldo, utile per guadagnare tempo, non per risolverlo. Una sorta di ‘Io speriamo che me la cavo’. Il governo scommette su una fine rapida del conflitto. E se non fosse…”. Per Carollo sarebbe stato necessario “un intervento più solido, duraturo, non limitandosi all’intervento spot. La spesa per i carburanti in Italia è molto alta. Lo Stato incassa tra accise, Iva e altre imposte fiscali sulla mobilità tra i 50 e i 60 miliardi all’anno. Il governo avrebbe potuto investire una quota più alta di queste imposte, fino a 7 miliardi, per fare una misura di respiro più lungo, da sei mesi ad un anno, non pensare solo a tagli minimi e a bonus”. E poi “sarebbe necessario anche un piano per il settore della raffinazione in Italia. Il rialzo del prezzo del greggio non è dato solo dalla guerra in Iran, ma da una debolezza sui prodotti finiti, benzina e gasolio”. Quindi servirebbe “varare un intervento meno effimero sul fronte dei prezzi, se davvero si ritiene necessario proteggere famiglie e imprese”. E “presentare una politica industriale per la raffinazione, indicando quali impianti mantenere, come incentivarne l’ammodernamento e quale ruolo assegnare ai grandi gruppi energetici, partendo da quelli pubblici. Un vero piano Mattei…”.
"La notizia della tragica scomparsa di Andrea Moretti, operaio specializzato deceduto questa notte in seguito…
L'Ocse ha rivisto al rialzo le stime di crescita per l'Italia, portando a +0,9% quelle…
La crescita dell’attività economica dell’eurozona accelera a settembre e si avvicina a un record in…
E' stabile questa mattina lo spread. Il differenziale tra i titoli di Stato e i…
Le pressioni inflazionistiche persisteranno: l’inflazione nel G20 dovrebbe ora risultare più elevata nel 2026 e…
Nel 2026 l'inflazione in Italia resterà al 3%. Lo riferisce l'Ocse nell'ultimo Interim Economic Outlook…