Entro l’anno Fs avrà un nuovo Piano industriale. L’annuncio arriva direttamente dall’amministratore delegato, Gianpiero Strisciuglio, a margine della prima giornata di Innotrans 2026, la fiera mondiale del settore ferroviario, che si svolge a Berlino ogni due anni.
Nel suo esordio internazionale il manager non si sbilancia sulle cifre, ma assicura che avrà due parole d’ordine: la sicurezza e servizi. “È un piano industriale che porrà l’obiettivo a tutti di impegnarsi per le attività core del sistema ferroviario”, spiega Strisciuglio. Mettendo in luce che Fs è “un player di mobilità che opera nel mercato nazionale e internazionale con una leadership importante”, per questo “ci concentreremo ancora di più con l’obiettivo principale di dedicare la gran parte delle nostre azioni alla qualità del servizio ferroviario”.
L’azienda cambia binario, dunque, rispetto al recente passato. “Non so se chiamarla discontinuità, ma siamo al lavoro per dare la nostra impronta al Piano, che è il core business”, puntualizza l’ad. Che non entra nel dettaglio delle cifre, ma secondo quanto si evince da una stima approssimativa basata sull’ultimo anno, dovrebbe valere all’incirca 18-20 miliardi, di cui 11-12 miliardi riservati alle infrastrutture e la restante parte. Rfi nel 2025, infatti, ha chiuso il 2025 con 11,6 miliardi sui 18, 5 complessivi del Gruppo.
Tra i dubbi che andranno sciolti nel nuovo piano c’è quello relativo al ricorso alla Rab per finanziare i propri investimenti. Sul punto Strisciuglio è chiaro: “E’ un tema su cui possiamo dare il nostro contributo di competenze, ma la decisione è dell’azionista, con il quale stiamo lavorando in maniera estremamente proficua in questa fase”. Una cosa, però, è certa: “Non aumentiamo il prezzo dei biglietti”, nonostante i rincari dell’energia elettrica.
Strisciuglio ha idee chiare anche sulle gare Intercity, nonostante il presidente dell’Art, Nicola Zaccheo, veda di buon occhio l’idea di due lotti: “Noi non definiamo le condizioni di gara, gareggiamo”, replica l’amministratore delegato. “È un segmento di business molto prezioso”, quindi “credo che valuteremo le condizioni di gara e concorreremo per vincere tutto quello che si può”.
Nella prima giornata di Innotrans c’è anche un altro esordio alla fiera di Berlino, quello di Matteo Salvini. “Il sistema ferroviario italiano è un modello per tutto il resto d’Europa, questa è una soddisfazione non tanto per me come ministro delle Infrastrutture, quanto per i 90mila lavoratrici e lavoratori ferroviari dello Stato sapere che la Germania, la Francia, la Spagna, l’Austria guardano all’Italia come un punto di riferimento”.
Sul piano pratico, Innotrans 2026 offre lo scenario perfetto a Fs per presentare le ultime novità e i progetti per il futuro: dai Droni hi-tech di Fs Engineering per rilievo e monitoraggio cantieri alle nuove postazioni di Trenitalia per la simulazione, utile a formare formare i macchinisti, fino al Digital Automatic Coupling (Dac) e lo Smart Train di Fs Logistix.
L’altro annuncio di peso è l’Intercity 200, realizzato da Trenitalia e Alstom, capace di raggiungere i 200 chilometri orari, costruito in Italia utilizzando una selezione di materiali sostenibili: infatti è riciclabile fino al 94% e ha un tasso di recuperabilità del 96%. Inoltre, garantisce una riduzione fino al 30% dei consumi energetici rispetto ai modelli precedenti. Il nuovo treno rientra in un investimento complessivo di Trenitalia da circa 500 milioni di euro, finanziato attraverso il Pnrr per l’acquisto di 38 nuovi treni Intercity, di cui sono stati consegnati 13 nuovi convogli a trazione ibrida (elettrica, diesel e batteria) e 6 treni a batteria, entrambi prodotti da Hitachi Rail, oltre a 12 elettrotreni in grado di raggiungere i 200 km orari realizzati da Alstom, che si sono aggiunti ai 7 nuovi convogli a trazione ibrida già in esercizio.
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