“Abbiamo messo 30 miliardi per mitigare questo tsunami energetico, cui si è aggiunta la questione delle materie prime legata in parte alla guerra. E’ una situazione estremamente complessa, ma è evidente che gli Stati non possano continuare a mitigare gli effetti della crisi energetica, bisogna cominciare a guardare alle regole di questo mercato, che va rivisot. Non si può pensare di poter accettare un 600-700% di aumento del costo dell’energia, a fronte non di una mancanza di materia prima, e leggere ad esempio che l’Acer dica che il mercato va bene e non si può perturbare. Bisognerebbe chiedere ai cittadini se sono d’accordo. A casa mia pago io le bollette e dire che va tutto bene mi fa capire che viviamo in pianeti diversi”. Lo dice il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, al Festival dell’Economia di Trento. “Servono delle revisioni di questo mercato che, a questo punto, non dico non sia etico, ma quantomeno totalmente sganciato dalla realtà. Gli imprenditori hanno pienamente ragione, c’è poco da fare”.
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