“Il nuovo nucleare può abilitare al 2050 un impatto economico per il sistema-Paese di circa 50 miliardi di euro di valore aggiunto”. Così Valerio De Molli, Managing Partner & Ceo, The European House – Ambrosetti & TEHA Group, ha presentato al convegno ‘Il nucleare sostenibile: L’Italia riparte’ in corso a Milano al Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, il rapporto ‘Il nuovo nucleare in Italia per i cittadini e per le imprese’. Nel dettaglio “è possibile ipotizzare fino a circa 46 miliardi di fatturato al 2050 derivanti dalla partecipazione a progetti di sviluppo europei e dallo sviluppo della strategia italiana”, continua De Molli. Altro 15 miliardi al 2050 sono “calcolati sulla base della relazione oggi esistente tra ricavi e valore aggiunto delle imprese della filiera italiana”. E ancora: “Per ogni 100 euro di valore aggiunto generato nel settore dell’energia nucleare, se ne attivano ulteriori 240 euro nel resto dell’economia grazie all’attivazione di filiere di approvvigionamento e fornitura”, aggiunge De Molli, che sintetizza: “50 miliardi di valore aggiunto al 2050 (il 2,5% del PIL italiano) calcolati a partire dal moltiplicatore del valore aggiunto”.
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