“Poiché abbiamo un mix di produzione troppo dipendente dal gas, siamo molto esposti alla volatilità del prezzo di questa materia prima e al costo del meccanismo ETS, che tassa le emissioni di Co2 legate a fonti fossili”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Enel, Flavio Cattaneo, partecipando all’evento ‘Accendere il futuro. L’Italia e la sfida della transizione energetica’, organizzato dal Pd a Rho-Fiera Milano. “L’ETS ha messo fuori gioco l’Italia che morfologicamente è diversa dalla Spagna, dove si possono realizzare grandi impianti rinnovabili, a differenza del nostro; qui non possiamo farlo, perché siamo un Paese stretto e lungo – ha aggiunto -. L’errore è stato non aver chiesto all’Europa che l’ETS venisse applicato in maniera diversa e graduale in un Paese come l’Italia, dove il gas ha un ruolo così importante e dove oggi non c’è il nucleare, che produce senza emissioni. Il risultato è che il nostro prezzo all’ingrosso rimane strutturalmente più elevato. È sempre stato così? No, tra il 2015 e il 2020 il gas costava tra 16 e 18 euro e l’ETS era molto inferiore al prezzo attuale; in questo scenario i prezzi di Italia e Spagna erano allineati, poi entrambe queste voci sono cresciute, determinando il divario attuale”.
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