Le proposte progettuali per nuove stazioni di rifornimento a idrogeno che potranno essere realizzate sono al momento 56 al di sopra del target di 40 impianti entro il 2026 previsto nel Recovery Plan. “C’era il timore diffuso, dopo la discussione sollevata dal primo bando, che l’adesione al secondo avviso non fosse particolarmente significativa – spiega al Sole 24 Ore il presidente di H2IT (l’Associazione italiana idrogeno), Alberto Dossi – e, invece, così non è stato. E, sommando gli esiti delle due procedure, l’asticella finale rappresenta un traguardo già importante”. Adesso c’è necessità di accelerare sulla fase operativa. “La scadenza per la realizzazione degli impianti è il 30 giugno 2026, quando arriverà a traguardo anche il Recovery, ma bisogna partire domattina perché la costruzione di questi impianti non è così semplice”, aggiunge il numero uno di H2IT. Dossi spiega ancora. “Il Pnrr è una grandissima opportunità che l’Italia deve necessariamente cogliere e non bisogna perdere tempo ora che stiamo anche entrando nella fase di messa a terra degli investimenti”. Francia, Germania, Olanda, Spagna e Portogallo “hanno una strategia nazionale sull’idrogeno che manca ancora all’Italia. Ci sono stati, in passato, dei timidi tentativi di abbozzarne una, ma sono finiti anzitempo nei cassetti. E, invece, è fondamentale che il governo indichi una rotta chiara su questo fronte se vuole scommettere veramente sullo sviluppo dell’idrogeno”.
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