Gli aumenti dei prezzi del greggio e del gas, “che seguono i rincari che si osservavano già prima dell’inizio del conflitto”, hanno spinto il tasso d’inflazione “su livelli che non si vedevano da decenni”, ha spiegato agli eurodeputati riuniti in sessione plenaria del Parlamento europeo il premier, Mario Draghi. “Nell’eurozona, l’indice dei prezzi è cresciuto del 7,5% ad aprile rispetto a un anno fa, e rischia di avere un impatto significativo sul potere d’acquisto delle famiglie e sui livelli di produzione delle imprese”. L’economia europea “è in una fase di rallentamento”: nei primi tre mesi del 2022, “il prodotto interno lordo nella zona euro è cresciuto dello 0,2% rispetto al quarto trimestre del 2021” e il Fondo Monetario Internazionale “prevede che l’Unione Europea crescerà quest’anno del 2,9%, rispetto al 4% stimato pochi mesi fa”.
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