Le tre parole d’ordine sono sostenibilità, circolarità, valore per la collettività. Cristian Fabbri, presidente esecutivo di Hera, non le perde mai di vista illustrando per Il Corriere L’Economia il piano industriale al 2029 della multiutility emiliana, che contempla oltre 5,5 miliardi di euro di investimenti in cinque anni. “Si tratta di un aumento del piano investimenti del 40% rispetto all’ultimo quinquennio, mirato a supportare, anche attraverso l’innovazione, uno sviluppo industriale sostenibile e l’incremento di resilienza delle nostre infrastrutture”, dice Fabbri. “Ci stiamo impegnando nella transizione energetica in maniera pragmatica, ricercando quelle soluzioni tecnologiche che già oggi consentono una sostenibilità economica per Hera, ma anche un beneficio consistente per la collettività”, aggiunge Fabbri.
Il piano punta a ridurre le emissioni del gruppo del 35% al 2029 per poi raggiungere il Net Zero al 2050, ma il punto è soprattutto la decarbonizzazione dei clienti di Hera, che è il terzo operatore energetico in Italia per numero di clienti, ormai arrivati a 4 milioni e mezzo, con un aumento di 1 milione nell’ultimo anno. “Considerando che il 90% delle emissioni è legato alle emissioni dei nostri clienti, il nostro obiettivo è aiutarli a tagliarle aumentando l’efficienza, ad esempio installando pompe di calore o autoproducendo energia attraverso impianti fotovoltaici”,
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